Leo Del Lago, voce e chitarra. Gisbo, basso. Ivan B, batteria. Gando, chitarra e voce.I Jeremy. Rock band piemontese nata agli inizi del 2000 tra le colline del Monferrato, in una cascina situata a metà tra le cime narrate da Cesare Pavese e quelle natie di Luigi Tenco.
Dopo un periodo di formazione i primi riconoscimenti discografici arrivano nell’ottobre del 2002. I Jeremy vengono inseriti in una compilation alternative -“Rock e contaminazioni” (prodotta e distribuita da Sana Records Production di Milano), con il brano “Di bianco”. Nel doppio cd sono presenti anche gruppi come 24 Grana, One Dimensional Man e Malfunk.
Il 2003 è un anno particolarmente felice e di intensa attività per la band astigiana. L’incontro con la nota etichetta discografica indipendente Mescal che permette alla band di salire sul prestigioso palco del Tora!Tora! Festival; i numerosi appuntamenti live in giro per l’Italia tra cui il festival Rock in Corso in provincia di Isernia (con La Crus e Malfunk) e la partecipazione come gruppo ospite alle semifinali per il premio M.E.I. in Toscana.
Sul finire dello stesso anno i Jeremy danno vita ad un progetto che li consacrerà come una delle realtà più importanti in ambito locale. Nasce Il Grido Festival. Un impegno concreto finalizzato alla valorizzazione di situazioni musicali indipendenti locali e non. Il Grido diventa ben presto un punto fermo nell’attività del gruppo e una delle rassegne musicali più attese della zona, capace di ospitare artisti di fama nazionale quali Max Gazzè, Afterhours, Modena City Ramblers, Linea77, Vallanzaska, Fratelli di Soledad e molti altri.
Gli anni vissuti a stretto contatto con la Mescal portano la band ad una certa maturità artistica e soprattutto ad un incontro fondamentale, quello con Eugenio Merico (Yo Yo Mundi) che ben presto si appassiona al progetto e ne diventa parte integrante. Con lui in veste di produttore artistico i Jeremy iniziano a lavorare al loro primo album a partire dalla seconda metà del 2005.
Registrato e mixato presso lo studio “Casa Bollente” di Acqui Terme, con la collaborazione tecnica di Fabio Martino (già all’opera in studio con per i lavori di Yo Yo Mundi, Fabio Treves e molti altri, nonché per gli album di Frangar Non Flectar, Buona Audrey e 4fioriperzoe usciti per la Sciopero Records), l’album di esordio della band piemontese prodotto da Sciopero Records verrà distribuito nei negozi di dischi da Venus a partire da venerdì 20 aprile 2007.
Undici brani in sospeso tra l'indie rock e la tradizione cantautorale italiana. Un sound ora potente ora dolce, a volte ipnotico a volte isterico. Ballate epiche che fanno da contrappeso a toni scanzonati. Un lavoro trasversale ricco di testi evocativi: un grande “Cuore Valvolare” - semplice e puro - che pulsa senza sosta.
I Jeremy posano la loro prima pietra artistica, anzi undici piccole pietre, alcune si offrono all’ascolto con un taglio grezzo e sincero, altre invece si presentano levigate finemente ,il risultato finale è un lavoro generoso e caldo, eterogeneo nella forma, ma molto omogeneo nella sostanza.
L'album, registrato negli studi di "Casa Bollente" ad Acqui Terme, factory degli Yo Yo Mundi, con l'attenta supervisione artistica di Eugenio Merico e il supporto tecnico di Fabio Martino, responsabile delle registrazioni, dei mixaggi e del mastering, esce per la "Sciopero Records" - non a caso - l'etichetta discografica specializzata nel dare voce alle tracce di musica spontanea che non trovano spazio nell'italico panorama discografico.
Il cd inizia con una perla di brillantezza sonora e immediatezza compositiva: Cuore Valvolare – che sarà anche il primo singolo - brano che evidenzia subito uno dei molteplici e interessanti risvolti di questo lavoro e cioè l'atteggiamento singolare ed elegantemente ironico nell'affrontare la vita, le tematiche sociali, la gioia e il dolore.
Tutti questi aspetti verranno proposti sotto differenti punti di vista, nelle altre pietre che compongono questo affascinante e variegato mosaico. Nell'ascolto ci si rende conto di come la band ha saputo trasformare i propri pensieri e riflessioni in canzoni, senza porsi limiti nella composizione, ma facendosi guidare dall'istinto e dall'emozione, con un risultato profondamente autentico.
Un album dal quale emergono nelle liriche e nelle armonie, momenti di puro coinvolgimento emotivo, ascoltando i brani a uno a uno, lasciandosi trasportare nel mondo dei Jeremy, nell’avventura immaginifica e vibrante del loro primo lavoro.
17 A Marzo una canzone a tratti sorprendente, buia e malinconica, il racconto di un’amicizia spezzata prematuramente e il suo ricordo indelebile, giocata sugli intrecci di chitarra iniziali, traverso un coinvolgente crescendo, per poi giungere nella travolgente esplosione finale.
Sotto Gerusalemme magnetica perfect song, dove la ritmica ipnotica e rotolante, l contrabbasso e il violino sottolineano un testo poetico e riflessivo, uno scorcio della società vista attraverso i vizi capitali.
E’ solo un vecchio male suggestiva e fiabesca con il Fender Rodhes di Marco Notari e le percussioni etniche ad arricchirne la favolosa atmosfera .
Ma è amara uno dei brani più ruvidi e irriverenti di questo disco basata su di una ritmica martellante, con potenti ritornelli sovresposti e una lucente sorpresa nel finale.
DNA (Di nuovo anima) un brano quasi impertinente una presa di distanza dall’omologazione dell’essere umano a stereotipo privo di personalità ed essenza.
Selezione la canzone più breve ed energica, poco più di due minuti - batteria, asso e chitarre da ascoltare ad alto volume - caratterizzata da un testo sulla sfida che si affronta ogni giorno per rimanere in piedi in un sistema sempre più spietato.
In movimento canzone epica e piena di fascino discreto e insinuante , la musica nasce per un reading di una poesia di Baudelaire e solo in un secondo momento viene aggiunta la lirica trasformandola in una canzone dal ritmo accattivante e progressivo.
Duello di stile – uno dei brani preferiti dalla band – brilla per un tessuto di voci e cori cucito ad arte e per un testo che invita a rincorrere i propri sogni lasciandosi guidare dall’istinto senza scendere mai troppo a compromessi.
Asenso è un brano reso peculiare dalla sua pungente leggerezza, dove il momento de “la fine di una storia d’amore” viene raccontato in chiave crudelmente ironica.
Un quanto di vita una ballata luminosa e coinvolgente sul tempo che scorre inesorabile lasciandosi alle spalle momenti della vita che forse, avremmo voluto vivere per sempre.
Ecco queste sono le pietre che compongono il variegato e sensuale mondo sonoro e compositivo dei Jeremy, sono le piccole perle brillanti di una collana creativa, confezionata in molti anni di appassionato lavoro e di crescita umana e artistica.
Sono canzoni che sgorgano leggere come acqua di fonte, ma che hanno in sé la forza per dissetare e muovere il pensiero ,canzoni che profumano di futuro e di sogno, ma hanno dentro il sapore agrodolce del presente.
Suonano nel disco - oltre alla batteria, al basso e alle chitarre dei Jeremy! - il contrabbasso di Andrea Cavalieri (Yo Yo Mundi), il piano di Fabio Martino (Yo Yo Mundi), il Fender Rhodes di Marco Notari, il violino di Jacopo Gallo (17perso) e le percussioni di Diego Pangolino.
Questo primo cd dei Jeremy è un lavoro denso di passione ricco di sfaccettature, realizzato – in tutte le sue forme - con attenzione e una certa qual saggezza, capace di regalare ad ogni ascolto sempre nuove sorprese.
Un album da tenere sul cuore, da regalare alle orecchie, da intrecciare al pensiero e soprattutto da gustare a lungo.